17.43 – Made in Italy: +70 miliardi di euro di export entro il 2022

(IULM) – MILANO, 9 MAG – Le imprese italiane non sfruttano ancora l’enorme potenziale del commercio elettronico. Lo ha rivelato Licia Mattioli, vicepresidente di Confindustria per l’Internazionalizzazione, presentando il rapporto “Esportare la Dolce Vita” al Mudec di Milano. Lo scenario base ipotizza che nel 2022 i 31 mercati avanzati importeranno dal nostro Paese 70 miliardi di euro (ovvero il 20% in più rispetto al 2016) di prodotti Bff, ovvero Belli e ben fatti che uniscono funzionalità, estetica, cultura e tecnologia. Un’arte in cui eccellono le imprese manifatturiere italiane. Questo scenario è piuttosto “prudente” perché ipotizza che le quote di mercato dell’Italia rimangano invariate. Potenzialmente invece il top del Made in Italy potrebbe, in futuro, aumentare le quote di mercato guadagnando altri 6,9 miliardi di euro (+31%). Il commercio elettronico, ha spiegato Mattioli, “è diventato un canale di vendita al pari di quelli fisici, i dati sono incoraggianti ma siamo ancora al di sotto del potenziale che potremmo esprimere. In Europa il fatturato B2C ha una stima di circa 510 miliardi di euro di cui il 52% è rappresentato da beni. La digitalizzazione determinerà il futuro delle nostre imprese”.  L’industria 4.0 sta funzionando – ha affermato, nel suo intervento, il ministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda – “gli incentivi vengono già utilizzati dalle aziende, i risultati sono positivi ma riguardano solamente una platea molto piccola di aziende. Innovazione e internazionalizzazione sono i driver di crescita.” Per essere imprenditori è necessario essere intraprendenti e ci sono ancora ampie porzioni di mercato libere che le nostre imprese devono necessariamente conquistare. La priorità sembra essere l’America. Esportare la dolce vita all’estero è fondamentale, ne è convinto il Ceo del gruppo Bulgari, Jean Crhristophe Babin, “l’italia è un mercato importante ma sono solo 65 milioni di abitanti. Il grosso di quello che produciamo dev’essere venduto all’estero, tutto ciò che favorisce l’export è sacrosanto”. (IULM)

GPC

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