Alla fiera dell’ex…la crociata anti – San Valentino

Tra le montagne di oggetti di cui Stefano spera al più presto di liberarsi fa sfoggio un cartello: “Canto serenate scritte per muse sbagliate”. Rime di un week end dedicato ai ricordi in vendita. “Ex in the City”, fiera dei legami spezzati, ha trasformato per due giorni, proprio alle porte del San Valentino, lo spazio espositivo di Via Forcella nella capitale degli oggetti della memoria. Memoria pronta a esser trasformata in moneta sonante alla faccia del patrono degli innamorati. Come a dire un calcio al passato e una spinta all’economia, perché questa varietà di mercato equo e poco solidale ha riservato ai visitatori oggetti davvero strambi e a prezzi irrisori.

Accanto ai soliti resti di storie “cestinate” come cravatte , biancheria intima, libri impolverati, negli stand espositivi non era raro imbattersi in telefoni vecchia generazione, una pala, una chiave inglese gigante, un casco stile soldato vietnamita. A fare bella mostra di sé anche un‘ icona religiosa accatastata tra mille scartoffie da chi ha rotto i ponti con la fede.

“L’idea  prende spunto dal principio buddista dell’endoku yaku, che consiste nel trasformare il veleno in medicina – esordisce così Adrian Giannini, architetto e ideatore di Ex in City – in una società in cui le relazioni durano sempre meno e alla risoluzione dei problemi si preferisce la sostituzione del vecchio con il nuovo. Si tratta – prosegue – di un modo particolare di fare il verso a S. Valentino, promuovendo un percorso terapeutico che sancisca una chiusura con ciò che è stato, realizzando allo stesso tempo una nuova apertura ”.

La pratica di mettere in piedi un mercato dei ricordi, molto diffusa nel Nord Europa e in America, fatica a trovare una sua dimensione nel Bel Paese, ma Milano e i milanesi non si sono fatti sfuggire l’occasione di spiare nel vissuto altrui.  Non è solo voyerismo quello che anima il visitatore perché, come riconosciuto dallo stesso Giannini,  “la gente che visita gli stand è convinta di fare dei buoni acquisti”.

Tra un banco e l’altro di aneddoti se ne trovano a gogò. Il portachiavi a forma di cuore di Samuela, ad esempio, nasconde i segreti di un doppio incontro casuale. Non importa se davanti un’ edicola o un supermercato, dovunque quell’oggetto cadesse , a raccoglierlo c’era quello che sarebbe diventato il suo lui. Angela, invece, ha deciso di togliere dalla naftalina il suo peluche a forma di elefante, una copia di “Demian” di Herman Hesse e un paio di scarpe comperate in compagnia del suo vecchio amore. Per non parlare di Maria Rosaria, la quale ha appena venduto un pezzo della sua adolescenza a una distinta signora: ”Quando ha acquistato gli orecchini che indossavo da piccola – spiega divertita – mi è venuto da sorridere pensando al momento in cui li avrebbe fatti indossare alle sue nipotine. Il regalo di cui vorrei liberarmi il prima possibile? Quell’orrendo bracciale che mi fu regalato tempo addietro da una (ex) amica”.                                                                                                                                                                                                                                              Ricordate Stefano? Lui, in barba al latte versato, continua a strimpellare a richiesta gli inni che una volta furono delle sue muse…sbagliate.

Giuseppe Leo

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