Ancora violenza sulle donne: in poche ore è boom di femminicidi

A Cagliari, Siena, Roma e Bari i nuovi casi

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Cagliari, Siena, Roma e Bari: ancora femminicidi. Nel capoluogo sardo, un giovane di 25anni, Riccardo Madau si è suicidato dopo aver ridotto in fin di vita la fidanzata, la 26anne Manuela Picci, ora ricoverata all’ospedale Brotzu di Cagliari, in coma farmacologico. Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, i due ieri sera erano usciti con una comitiva di amici, spostandosi in alcuni locali. In uno di questi avrebbero avuto una prima lite, sfociata poi una volta allontanati dalla comitiva. Poco prima delle 3, infatti, Manuela avrebbe detto agli amici che avrebbe accompagnato a casa il fidanzato e sarebbe tornata da loro. Ha raggiunto Sant’Elia, fermando la Lancia Y nei parcheggi dello stadio. I due hanno avuto una violenta discussione prima a bordo del veicolo e poi in strada, terminata con l’aggressione. Urla e botte, il 25enne ha colpito ripetutamente al volto la ragazza. La giovane ha tentato di allontanarsi e dopo aver percorso qualche metro è svenuta. A quel punto, forse preso dal panico, Madau è fuggito. È salito sul cavalcavia vicino e si è lanciato nel vuoto. La ragazza è stata trovata da una pattuglia della polizia con fronte, viso e corpo completamente ricoperti di sangue. L’auto era a circa 15 metri di distanza. Gli agenti hanno poi trovato il cadavere del ragazzo. Ancora non è chiaro il movente. Si pensa a motivi di gelosia. I due stavano insieme da quasi quattro anni e vivevano insieme ai genitori di lei, ad Assemini. Amici e parenti parlano di una coppia affiatata.

Sempre ieri, a Montepulciano, Siena, un operaio di 56 anni ha accoltellato la moglie, una romena di 42 anni. Non a caso, per oggi era fissata l’udienza per la separazione. La donna è morta questa mattina alle 6 per gravi ferite riportate. I carabinieri sono riusciti a rintracciare l’uomo grazie al suo cellulare e dopo una lunga trattativa telefonica lo hanno convinto a costituirsi nella caserma di Montepulciano. Durante l’interrogatorio, l’uomo ha ammesso: “Ho fatto un disastro”, soprattutto pensando al figlio di 9 anni avuto con la donna.

L’elenco, purtroppo, continua. A Roma, un 79enne ha ucciso la moglie di 81 anni e si è poi lanciato dal quinto piano della sua abitazione. Si ipotizza l’omicidio-suicidio. La donna è stata trovata per terra, con la testa avvolta in una busta di plastica.

L’elenco non è finito. Simile fine è toccata a Donata De Bello, 48 anni, di Bari. Il suo corpo senza vita è stato trovato avvolto in un tappeto, nella camera da letto dell’appartamento in cui viveva con il suo compagno. È stata colpita con una serie di fendenti, alcuni anche all’addome e al torace. Ma il colpo mortale è stato inferto alla gola e ha reciso la giugulare. Il tutto durante l’ennesimo litigio con il suo compagno. Secondo quanto riportato dai vicini, infatti, i due discutevano spesso. L’uomo, il 32enne Marco Basile, con piccoli precedenti di polizia, è in carcere in stato in fermo con l’accusa di omicidio volontario, anche se nega di averla uccisa. Stando alla sua versione, l’avrebbe abbracciata durante un violento litigio e lei, che aveva un coltello in mano, si sarebbe ferita mortalmente.

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