
Marcello Lippi è rilassato, compassato come sempre e si gode con tranquillità la gente che, dopo la presentazione del libro scritto a quattro mani con Rosa Alberoni, gli chiede autografi con dediche.
Mister, come si sta lontani dal calcio?
Beh, mi sto riposando, mi rilasso, guardo le partite...
Nostalgia?
No, la vita di un uomo è fatta di fasi e di scelte. Ora sento che questa fase della mia vita, che non so quanto durerà, sia lontana dalla panchina.
Le squadre che l'hanno contattata sono molte...
Vedremo, valuteremo, ora non è il momento di parlarne.
Qualche aneddoto divertente della spedizione tedesca?
Dopo la semifinale vinta con la Germania, per onorare una promessa che avevo fatto ai giocatori, mi sono fatto una nuotata in un laghetto che era vicino all'albergo del ritiro. Poco prima avevo nascosto sul fondo di questo laghetto un pesce bello grosso; così, mentre facevo la nuotata davanti a tutti i giocatori, ho finto di urtare questo pesce sul fondo e poi di pescarlo con una fiocina. È stata una cosa molto divertente.
Il momento più delicato?
Quello in cui, finiti i tempi supplementari della finale contro la Francia, dovevo decidere i rigoristi. Tutti erano vogliosi di partecipare a quella partita storica, sentivo la voglia di tutti di firmare una vittoria come quella.
Cosa successe?
Tutti i giocatori erano intorno a me. Sui primi rigori non è stato molto difficile. Pirlo ha giocato un grande Mondiale e poi è uno specialista degli undici metri, Materazzi era in forma strepitosa, De Rossi era molto concentrato.
E Del Piero? Perché ha tirato il quarto rigore e non il quinto?
Con Del Piero ho un rapporto molto speciale. L'ho guardato e gli ho detto che, siccome era possibile che non arrivassimo all'ultimo rigore, lui avrebbe tirato il quarto per far parte della sequenza.
Poi è giunto il turno di Grosso...
A lui ho ricordato che era stato l'uomo dell'ultimo minuto contro Australia e Germania, e quindi era giusto che chiudesse lui. Era incredulo, ma poi è andata come tutti sappiamo.
Da Jugovic 1996 a Grosso 2006: il calcio ha bisogno di antieroi in un momento di crisi come questo?
Crisi? Il calcio italiano viene da un mondiale vinto, quale crisi! Buonasera.
Simone Savoia
Marco Gervino