Eretici Digitali. Un blog nato circa sei mesi fa, un manifesto e, dal 2 dicembre, anche un libro. L'obiettivo? "Rileggere i rapporti tra rete e media con un approccio 'eretico', che tradisca alcuni dogmi. Una duplice eresia - dei chierici del giornalismo e dei cittadini della rete - che crei il nuovo racconto dei media". Autori del progetto Massimo Russo, direttore di Kataweb, e Vittorio Zambardino, giornalista e ideatore di Repubblica.it, che proprio il 2 dicembre hanno presentato il libro all'università Iulm.
"I giornalisti devono aprirsi di più alla rete", spiega Russo, "e accettare il fatto che di qualsiasi cosa si parli, in rete c'è qualcuno che ne sa più di noi e che per la prima volta ha il potere di dirlo. Al tempo stesso la rete deve capire che il giornalismo è necessario per raccontare la rete stessa ed è essenziale per la democrazia".
Anche internet, infatti, ha i suoi padroni e il libro svela i poteri che controllano la rete. Non solo i governi, che tentano in tutti i modi di ingabbiare i fenomeni (come quello del download di musica) tipici di internet, ma anche i proprietari dei "contenitori", ovvero i siti che fondano il loro business sui contenuti prodotti dagli utenti (Google in primis), senza dimenticare le telecom, i veri soggetti in grado di tenere in scacco la rete.
E Zambardino aggiunge che in questo clima il Soldato Ryan da salvare è il giornalismo, che "è una funzione fisiologica delle democrazie, perché dà fastidio a tutti i poteri forti. La rete è un'opportunità, ma va usata con consapevolezza. La nuova generazione di giornalisti, però, deve aggiungere alla conoscenza di internet, i classici attrezzi del mestiere, come la cultura, il saper riconoscere una notizia, eccetera. Certo per salvare il giornalismo bisogna anche abbandonare i vecchi privilegi, figli della vecchia struttura dei costi, che non si regge più economicamente. E poi bisogna smetterla di guardare alla rete con aria di negatività. Non se ne può più di questa visione demonizzata della rete"

Questi i dieci punti del "Manifesto", che rappresentano anche i dieci capitoli del libro "Eretici digitali":
1) I media sono in crisi. Ma forse non vale la pena di esultare
2) La mistica dell'innovazione ha molti lati oscuri
3) L'ossessione securitaria della politica e la libertà d'accesso fatta a fette
4) I nuovi intermediari sono potenti
5) Le piattaforme di gestione della pubblicità sono opache
6) Il tubo non è neutrale
7) L'habeas corpus va esteso all'habeas data
8) Il populismo digitale è già qui
9) Il reboot del giornalismo
10) La proprietà pubblica del racconto, dei racconti: la libertà della rete
Il libro (15 euro, edito da Apogeo) è disponibile anche in formato digitale, oltre che scaricabile gratuitamente (a puntate) dal blog.
I proventi derivanti dai diritti d'autore, inoltre, saranno destinati a finanziare un premio di giornalismo digitale di inchiesta, in collaborazione con il Festival Internazionale del Giornalismo 2010 di Perugia, destinato a giovani al di sotto dei 35 anni.
Clarissa Gigante