Calcetto web e ortomobile: premiata la creatività

Pomodori e patate direttamente sul balcone di casa? Da oggi si può, grazie all'Ortomobile, uno dei progetti premiati dal bando "Diamo casa a 10 idee creative", promosso dalla Provincia di Milano all'interno del premio "ST- ART- UP 2009, scegliere il futuro sperimentando il presente". Se invece avete bisogno di trovare on-line utenti che vogliano giocare con voi una partita di calcetto, collegatevi a Fubles.com, un altro dei progetti premiati dal concorso: creando un account si può prenotare il campo più vicino alla via dove abitate, e ricevere aggiornamenti tutti i giorni sulle partite in programma. 

 

CALCETTO WEB, FAI LA TUA SQUADRA IN RETE

Nel 2005 gli allievi del Master in giornalismo dell'Università IULM, all'interno della sezione "Progetti 2.0", avevano intervistato il fondatore di Fubles.com Vito Zongoli: allora il sito contava 1000 iscritti, ma era già un'idea vincente.
A quattro anni dalla nascita, ecco come si è evoluta la creatura.

Ne parliamo con Mirko Trasciatti, uno dei soci del progetto.

Avete messo in piedi "una squadra" di lavoro per la gestione del sito?
"Si, pochi mesi dopo il lancio di Fubles.com e raggiunta la quota di 1500 iscritti, Vito Zongoli ha deciso di formare una "squadra" di sei persone. Ognuna di loro gestisce attualmente una sezione del sito e ci siamo recentemente costituiti in una S.r.l."

Che costi ha il vostro sito?
"Si tratta di circa 1000 euro mensili per le spese di amministrazione, ma se confrontati al valore attuale di mercato di Fubles.com e alle sue potenzialità future, i costi fissi sono assolutamente irrisori. Questo senza dubbio fa parte dei vantaggi del 2.0."

Qual è il peso della pubblicità on-line nel computo dei ricavi di Fubles.com?
"Purtroppo per il momento i nostri ricavi vengono ancora in minima parte dall'advertising, che inseriamo soprattutto cercando di creare quello che in gergo si chiama "marketing di prossimità". E' più semplice prevedere il comportamento di una decina di ragazzi dopo una partita di calcetto che terminato l'orario scolastico. Andare a cena insieme, ad esempio, è un classico. Nostro obiettivo futuro, oltre a indicare sulle nostre mappe i ristoranti e le pizzerie che si trovano nel raggio di pochi km dal centro sportivo che si è prenotato, sarà raccogliere introiti pubblicitari dalle attività che più si avvicinano alla pratica sportiva e al gioco di squadra."

Che tipo di incassi ha una società come Fubles.com?
"La fonte principale di entrata di Fubles.com viene dalle convenzioni con i centri sportivi, che forniscono uno sconto ai nostri utenti, per poi pagarci con delle commissioni sulla base delle ore giocate. Fra i centri dell'hinterland milanese, siamo molto legati ad esempio ad una bella realtà, la Fondazione Magnoni, che attraverso il progetto "Un campo nel cortile" si occupa di costruire campetti da calcio in erba sintetica in quartieri periferici. La gestione dei campi viene poi affidata ad associazioni territoriali, che destinano gli utili degli affitti ad iniziative educative di quartiere."

All'interno del sito esistono le "pagelle" con i voti dei giocatori. Avete mai pensato di creare un giorno una "rosa" di calciatori Fubles?
"Certo, ci piacerebbe. Nel frattempo speriamo che il sito possa diventare una piattaforma di scouting dei nostri utenti per le squadre già esistenti."

Avete vinto il premio "Diamo casa a 10 idee creative". Avete già usufruito dei servizi che vi offre l'agenzia "Milano Metropoli"?

"Si, l'agenzia ci ha già fornito un badge con cui possiamo accedere gratuitamente agli uffici del Laboratorio Innovazione di via Breda. Fra qualche giorno inizieremo ad usufruire dei servizi di consulenza specialistica da parte del team di "esperti" di business plan."
 

UN ORTO IN 1 MQ AIUTA A "SALVARE L'AMBIENTE"

Stefano Tropea di Ortomobile ci spiega invece come si può creare un orto nel proprio balcone di casa
 
Da cosa nasce l'idea di un orto in 1 mq?
"Mi sembrava interessante l'idea di creare uno strumento che permettesse a chiunque di sperimentare l?arte del coltivare "fai da te", un oggetto al contempo facile da costruire e da usare. "
 
Perché l'ortomobile si trova su un piano rialzato?
"L'idea nasce dalla mia esperienza quotidiana. E? mia madre ad occuparsi del piccolo orto che abbiamo in casa, e vedo che per lei è faticoso piegarsi più volte al giorno per tenerlo in ordine. Così ho pensato che la cura quotidiana sarebbe stata più semplice riponendo l'orto su un piano rialzato. Pensiamo agli anziani, per cui è più difficile compiere alcuni gesti."

Il progetto si chiama "ortomobile". Questo significa che è possibile trasportarlo?
"Il mio obiettivo è creare uno strumento le cui parti si possano assemblare più facilmente, ma soprattutto più semplice da svuotare, lavare e trasportare. Il concetto che ne sta alla base è far sì che per l'utilizzatore finale sia più comodo comprare e comporre un unico oggetto, invece di acquistare singolarmente quel che serve per crearsi da soli un orto in casa, come le travi in legno o il terriccio. Un risparmio di tempo, oltre che di spazio."

Come si irrigano le piante dell'ortomobile?
"Si tratta di un sistema cosiddetto "a pioggia". Si distribuisce l'acqua sotto forma di goccioline, con un tubo che si collega all'impianto di casa. Per far crescere bene le piantine dopo servono solo luce e nutrimento."

Un risparmio anche economico?
"Non credo che l'ortomobile possa produrre alimenti in quantità tale da soddisfare il bisogno di un'intera famiglia. Ma il mio intento non è certamente consentire alla gente di risparmiare sulla spesa, quanto contribuire a far emergere una nuova sensibilità, che comprende il mangiar sano o la lotta all'inquinamento."

L'ortomobile aiuta quindi a "salvare l'ambiente"?
"Sicuramente il principio che ne sta alla base è quello di produrre alimenti più sani e a "km 0".  Ma l'obiettivo principale è quello di valorizzare saperi e conoscenze ormai dimenticati. L'idea nasce ancora una volta dalla mia esperienza quotidiana: mia madre fino a una decina di anni fa non aveva la minima idea di come si coltivassero pomodori o patate. Ha imparato pian piano, recuperando quei valori e quelle tradizioni che erano così comuni ai tempi dei miei nonni."

Manuela Messina