Cina, il Nobel per la pace Liu Xiaobo in condizioni critiche

La Germania: "Siamo pronti ad accoglierlo"

 

xiaobo

Si aggravano le condizioni di Liu Xiaobo, il dissidente cinese premio Nobel per la pace. Colpito da cancro al fegato in fase terminale, l’attivista è stato scarcerato da pochi giorni.

Secondo l’ospedale dell’Università di Shenyang, dove è ricoverato, il 61enne Liu sta soffrendo in queste ore di “shock e scompenso multiorgano”. La famiglia, hanno reso noto i medici, non ha voluto che venisse utilizzata la respirazione artificiale.

C’è il timore, da parte dei gruppi per la tutela dei diritti umani, che le autorità possano manipolare i referti medici. Finito in carcere per aver partecipato al manifesto di “Charter 09″, Liu Xiaobo è stato insignito del Nobel, nel 2010, “per la sua lunga e non violenta lotta per i diritti umani fondamentali in Cina“.

Impegnato già giovanissimo nella battaglia per la democrazia, fu tra i leader che, nel 1989, cominciarono lo sciopero della fame per protestare contro la repressione delle proteste studentesche. Cominciò allora una lunga sequela di arresti e persecuzioni che lo portarono, tra il 1996 e il 1999, in un campo di lavoro.

La notizia della libertà condizionale è stata subito rilanciata da Amnesty International. “Le autorità cinesi devono assicurare che Liu Xiaobo possa ricevere immediatamente le cure adeguate”, ha fatto sapere l’associazione. La Ong ha chiesto anche “l’immediato e incondizionato rilascio di tutti gli altri attivisti per i diritti umani”.

Prosegue, intanto, il pressing internazionale per consentire a Liu di curarsi all’estero. Secondo quanto riferito dal portavoce del governo tedesco, la Germania sarebbe pronta ad accogliere il premio Nobel. Medici tedeschi e americani hanno visitato Xiaobo domenica scorsa, sostenendo che non ci sarebbero pericoli per un suo trasferimento all’estero.

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