Crisi sanità, sempre più italiani devono rinunciare alle cure

Nell'ultimo anno, 12,2 milioni di persone non hanno potuto permettersi prestazioni sanitarie

ospedale

Si espande l’area della “sanità negata”, con 12,2 milioni di persone che nel2016 hanno rinunciato o rinviato prestazioni sanitarie (1,2 milioni in più rispetto al 2015, pari a un incremento del 10,9%). L’allarme arriva dal Rapporto Censis-Rbm sulla sanità pubblica, privata e integrativa, presentato oggi a Roma al Welfare Day 2017.

Tra i “respinti” dalla sanità, i 2/3 sono affetti da malattie croniche, hanno basso reddito, sono donne o persone non-autosufficienti. Quasi 8 milioni di italiani hanno dovuto utilizzare, per le proprie spese sanitarie, tutti i propri risparmi e/o indebitarsi con parenti, amici o presso banche e istituti di credito vari. Pur di curarsi, 1,8 milioni di persone sono finite sotto la soglia di povertà.

I nove tipi di prestazioni sanitarie che più complicano la vita alle tasche degli italiani sono le visite specialistiche (indicate dal 74,7% degli intervistati), seguite dall’acquisto dei farmaci o dal pagamento del ticket (53,2%), per proseguire con gli accertamenti diagnostici (41,1%), l’odontoiatria (40,2%), le analisi del sangue (31%), lenti e occhiali da vista (26,6%), le prestazioni di riabilitazione (14,2%), protesi, tutori, ausili vari (8,9%), e per concludere le spese di assistenza sociosanitaria.

A livello statale, emerge un grave rischio legato alla tenuta della sanità pubblica: secondo le stime, mancherebbero tra i 20 e i 30 miliardi di euro al Sistema Sanitario Nazionale per garantire il mantenimento degli attuali standard assistenziali.

Standard già in crisi: dai dati, infatti, emergono tempi di attesa sempre più lunghi. Per una mammografia si attendono in media 122 giorni (60 in più rispetto al 2014), attesa che nel Mezzogiorno arriva a 142 giorni; per una colonscopia, l’attesa media è di 93 giorni (109 al Centro); per una risonanza magnetica, 80 giorni (111 al Sud), e così via.

Contestualmente, si sta verificando un aumento di spesa nella sanità privata, che ha raggiunto i 35,2 miliardi in un anno. La spesa è aumentata del 4,2% in termini reali nel periodo 2013-2016 (un aumento maggiore della spesa totale delle famiglie per i consumi, pari a +3,4% nello stesso periodo).

 

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