Il graffio del senatore Pepe riaccende la polemica sui vaccini

L'ex rappresentante del M5s, ora nel Gruppo Misto, continua la sua campagna contro le vaccinazioni e le scie chimiche

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“Piuttosto che vaccinare 30 bimbi si potrebbero mettere 29 bimbi in classe col primo che prende il morbillo, o #ètroppogratis?”. Il tweet che riapre la polemica sulle vaccinazioni porta la firma del senatore Bartolomeo Pepe, eletto a Palazzo Madama nel Movimento 5 stelle e ora passato al Gruppo Misto. Il dibattito è tornato d’attualità dopo l’impennata di casi di morbillo in Italia: durante i primi tre mesi del 2017 sono stati registrati 700 contagi, un dato in crescita del 230% rispetto allo scorso anno, tanto che alcune regioni come Emilia-Romagna, Toscana e Lazio hanno deciso di presentare delle proposte di legge per obbligare i genitori a mettersi in regola con il calendario delle vaccinazioni qualora vogliano iscrivere i propri figli alla scuola dell’infanzia.

Immediate le reazioni degli utenti dei social network che difendono l’effetto dei vaccini, arrivate anche ad auspicare le dimissioni di Pepe: “Possiamo dire che dovrebbe dimettersi e non dare fiato alla bocca o non #ètroppogratis?”, gli ha risposto un utente su Twitter.

Nei giorni scorsi, in merito all’incremento di casi di morbillo, si è espresso anche il virologo Roberto Burioni lanciando il proprio appello: “In Galles, nel 2012, c’era la stessa usanza italiana di non vaccinarsi. Tutto però è finito quanto il morbillo ha ucciso un ragazzo di 25 anni: la gente allora ha fatto la fila per il vaccino. A mio parere, se la gente non vuole vaccinarsi autonomamente, bisogna introdurre l’obbligo, perché un bambino o un adulto non vaccinato danneggia la società”.

Bartolomeo Pepe, tuttavia, non è nuovo a campagne antivaccinali: a fine settembre scorso, infatti, aveva sostenuto la proiezione in senato di “Vaxxed: From Cover-Up to Catastrophe” (letteralmente, Vaccini: dall’insabbiamento alla catastrofe), un controverso documentario sul presunto legame tra le vaccinazioni e l’autismo diretto da Andrew Wakefield. L’iniziativa, però, scatenò valanghe di proteste, a partire dall’Associazione Chirurghi Ospedalieri, che fecero cancellare la proiezione.

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