Incendio di Londra, le autorità: “Difficile ci siano superstiti”

Intanto sale a 17 il numero delle vittime. Ancora dispersi Gloria Trevisan e Marco Gottardi

londra grattacielo

È salito a 17 il numero delle vittime dell’incendio alla Grenfell Tower, il grattacielo residenziale di 24 piani a North Kensington, a Londra. E sembra che questo numero sia destinato a salire ancora. Si teme, infatti, una strage. Le autorità non si aspettano di trovare altre persone vive all’interno della torre e secondo una fonte del consiglio comunale “il bilancio potrebbe salire a oltre 100 morti”. “Ci vorranno settimane per controllare tutto l’edificio”, ha affermato il capo dei vigili del fuoco, aggiungendo che ancora non si sa il numero definitivo delle vittime.

Tra i dispersi anche i nostri connazionali Gloria Trevisan e Marco Gottardi, due giovani fidanzati, entrambi veneti: 27 e 28 anni, architetti, nella capitale britannica dal marzo scorso, residenti in un appartamento al 23esimo e penultimo piano del grattacielo. “Nessuna speranza che Marco e Gloria siano vivi”, ha affermato l’avvocato Maria Cristina Sandrin, legale della famiglia di Gloria Trevisan.

Intanto, le polemiche non si placano e la stampa inglese denuncia: “La tragedia era evitabile”. La regina esprime il suo cordoglio con un messaggio diffuso da Buckingham Palace: “Prego per le famiglie delle vittime”. Dal canto suo, la premier britannica Theresa May e il leader laburista Jeremy Corbyn hanno visitato alla zona colpita. May ha, inoltre, annunciato un’inchiesta pubblica. “Questa terribile tragedia va indagata in modo adeguato”, ha promesso.

Si sono moltiplicati, intanto, gli appelli ad autorità e soccorsi, come anche le telefonate di amici e parenti alla disperata ricerca di notizie su chi ancora è disperso. Si cercano gli sfollati negli ospedali o nei centri predisposti a North Kensington dopo la tragedia.

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