L’inflazione torna a rallentare

Secondo le stime Istat, prezzi in aumento dell'1,4% su base annua

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I prezzi salgono, ma a un ritmo inferiore rispetto al mese scorso. Dopo quattro accelerazioni consecutive, le stime pubblicate oggi dall’Istat indicano un aumento dell’inflazione dell’1,4% – un tasso leggermente inferiore all’1,6% di febbraio (il valore più alto da quattro anni).

“L’incremento tendenziale” (cioè riferito allo stesso periodo dell’anno scorso), spiega il comunicato dell’istituto nazionale di statistica, “continua ad essere determinato principalmente dai Beni energetici non regolamentati (+11,5%) – in altre parole, i carburanti – e dagli Alimentari non lavorati (+6,1%). A rafforzare l’inflazione si aggiunge la dinamica dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+2,5%, in lieve accelerazione da +2,4% di febbraio)”.

 

Il Codacons ha calcolato che per le famiglie il dato si tradurrà in un esborso di 420 euro aggiuntivi all’anno, di cui 148 solo per la spesa alimentare. Il presidente Carlo Rienzi ha aggiunto che “I prezzi non crescono perché sono aumentati i consumi delle famiglie, ma solo per gli strascichi dei rincari record di inizio anno, che hanno coinvolto sia il comparto ortofrutticolo che quello energetico. Una inflazione quindi “falsata” – prosegue Rienzi – e niente affatto sana, che non rispecchia l’andamento reale dell’economia italiana”.

Nell’Area Euro, l’inflazione stimata è in rallentamento ancora più marcato: secondo l’Eurostat, il dato tendenziale (cioè riferito allo stesso periodo dell’anno precedente) a marzo è dell’1,5%, contro il 2% del mese prima.

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