Istat, potere d’acquisto in aumento nel 2016

Il +1,6% è il dato maggiore dal 2001. Anche il calo della pressione fiscale sugli italiani spinge i consumi verso l'alto

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Piccoli segnali di ripresa nell’economia italiana. Secondo le rilevazioni dell’Istat, infatti, il potere d’acquisto delle famiglie italiane nel 2016 è aumentato dell’1,6%, segnando il rialzo maggiore dal 2001, anche se risulta in calo dello 0,9% nell’ultimo trimestre su base congiunturale. Altro segnale positivo è la diminuzione della pressione fiscale: -0,6% rispetto allo stesso trimestre dell’anno prima, scendendo sotto la soglia del 50% e attestandosi al 49,6%.

Come conseguenza, La spesa per consumi finali delle famiglie nel 2016 è salita ancora, per il terzo anno consecutivo, registrando un rialzo dell’1,3%. Rispetto al 2015 c’è un lieve rallentamento (era cresciuta dell’1,5%), ma anche l’ultimo trimestre del 2016 vede la freccia puntare verso l’alto, con un incremento congiunturale dello 0,5%. Di fatto, la disponibilità è salita sia a livello nominale che, depurando i dati dall’inflazione, grazie al fatto che i prezzi sono rimasti piatti. Una dinamica che si dimostra fragile, esposta al – seppur minimo – rialzo dei prezzi. Non a caso dal Codacons parlano subito di una “illusione ottica” e attribuiscono il progresso “unicamente alla deflazione e al crollo dei prezzi al dettaglio avvenuto nel corso del 2016, quando l’inflazione ha fatto segnare una media del -0,1%”. Per questo motivo, il Presidente Carlo Rienzi torna a sottolineare le sofferenze patite dalle famiglie negli ultimi anni: “La strada per tornare ai livelli di potere d’acquisto e consumi pre-crisi è ancora molto lunga, e a dirlo sono i numeri. Tra il 2007 e il 2014, infatti, la capacità di spesa delle famiglie è diminuita complessivamente del -12%, mentre nello stesso periodo i consumi degli italiani sono crollati per la maxi-cifra di 80 miliardi di euro”.

Ma le buone notizie per i consumatori arrivano anche dall’agenzia delle entrate: nel prossimo modello 730, infatti, per gli italiani sarà possibile detrarre anche i costi sostenuti per la mensa e le gite scolastiche. Lo prevede la circolare-guida sul visto di conformità per il prossimo 730, frutto del lavoro dell’Agenzia delle Entrate e della Consulta dei Caf. La circolare stabilisce anche che la detrazione pari al 19% già prevista per le spese di frequenza scolastica venga estesa anche alle spese per le gite scolastiche e servizi integrativi pre e post scuola.

Infine, nel rapporto Istat si fa anche il punto sui conti della Pa, confermando i dati diffusi a inizio anno: il deficit dei conti pubblici italiani è stato pari nel 2016 al 2,4% del Pil, in riduzione di 0,3 punti percentuali rispetto al 2015. Nel quarto trimestre dello scorso anno l’indebitamento netto in rapporto al Pil è stato del 2,3%, stabile rispetto allo stesso trimestre del 2015. Se si guarda invece al saldo primario (ovvero il bilancio dello Stato al netto delle spese per gli interessi sul debito), nel complesso dell’anno scorso è rimasto stabile e positivo per l’1,5% del Pil.

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