La fame a Milano

Viaggio nella mensa dei Carmelitani Scalzi

“La fame d’amore è molto più difficile da rimuovere che la fame di pane”, affermava Madre Teresa di Calcutta. E c’è chi è bisognoso di amore e di pane. Come tanti stranieri che arrivano in Italia in cerca di un futuro migliore, giovani disoccupati rimasti senza nulla o pensionati che non riescono ad arrivare a fine mese. E se, come in questi casi, si è rimasti senza risorse ci si ritrova ad aver fame e un pezzo di pane donato diventa uno dei gesti d’amore più concreti che ci siano. È per questo che esistono le mense dei poveri. In Lombardia, in particolare, delle 13.170 persone che nel 2016 hanno usufruito dei centri di aiuto per i poveri, più della metà sono concentrate a Milano. Il problema del cibo è paradossale in una città in cui si può mangiare qualunque cosa a qualsiasi ora del giorno. E, invece, è molto presente.

La realtà protagonista del reportage è la mensa dei Carmelitani Scalzi, in Corso Sempione, che offre agli ospiti un pasto al giorno (il pranzo, dalle 10.30 alle 12.30). La storia principale è quella di Gerwin, un filippino di 38 anni, ingegnere meccanico, arrivato in Italia per trovare un futuro migliore, ma le cui speranze sono svanite nel nulla. Le altre voci sono quelle di: Fra Federico, responsabile della mensa; Gianni, ospite della mensa, assunto qualche anno dopo dai Carmelitani Scalzi; Edoardo, giovane volontario di 16 anni, che fa servizio alla mensa ogni sabato con il papà.

Servizio di Giorgia Argiolas

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