La promessa di Renzi: “Se perdo un’altra volta me ne vado”. Poi smentisce

Berlusconi visita il Salone del Mobile e attacca il M5s: "Non hanno mai fatto nulla di buono"

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“Mi pare evidente che stavolta me ne andrò davvero”. E’ questa la promessa fatta da Matteo Renzi nel corso di un’intervista esclusiva che uscirà sul prossimo numero del settimanale Panorama. Dichiarazione però subito smentita, in una nota, dall’ex premier: “Con tutta l’amicizia per Andrea Marcenaro (il giornalista che ha fatto l’intervista, ndr), non ho mai detto ciò che Panorama ha riportato. Non l’ho detto e stavolta non l’ho nemmeno pensato. Gli ho spiegato a pranzo per un’ora perché non ho mollato e a questo punto non mollerò mai”.

Nel corso del colloquio con il news-magazine Renzi ha trattato vari temi legati all’attualità politica italiana a partire dalle primarie del Pd che si terranno il prossimo 30 aprile, e che lo vedono super favorito: “Le primarie? Restano un forte messaggio per certificare il consenso di un leader. Sarei per farle a livello europeo”. Sull’operato del governo Gentiloni: “Mi fido di lui: l’importante è che alla fine il gatto prenda il topo”. Poi arriva l’affondo sulla leadership all’interno del M5s : “Chi comanda nei 5 Stelle? C’è un capo, è Davide Casaleggio, il figlio del fondatore. Non il mister congiuntivo Di Maio o il povero Di Battista”.

Sul caso Consip, che vede indagato suo padre Tiziano, Renzi  è fiducioso e chiede trasparenza: “Che lo si segua da vicino in tutto il suo iter. Voglio la verità. Nessuno insabbi. E vedrete come andrà a finire”. E infine ecco l’affondo su Germania ed Europa, con la rivendicazione dei risultati ottenuti a Bruxelles dal suo governo: “Con la Merkel ho discusso. La flessibilità, con buona pace di Mario Monti, non ce l’hanno regalata, ce la siamo presa con fatica, e con quella per la prima volta la sinistra ha abbassato le tasse”.

Da un ex presidente del Consiglio all’altro. Silvio Berlusconi ha visitato il Salone del Mobile e al termine della sua visita ha parlato del futuro del centrodestra: “Senza una legge elettorale approvata ogni discorso è vano”. Sul nuovo sistema elettorale è categorico il no al maggioritario: “Con un sistema tripolare il maggioritario porterebbe al governo del Paese una minoranza estrema. Una minoranza che governerebbe perché, siccome i tre poli sono al 30%, chi va al governo con il 30% avrebbe in realtà il 15, 16, 17% del voto degli italiani e governerebbe contro l’85%. Credo che sia un risultato che non si può chiamare democrazia”.

Netto l’attacco ai rivali del Movimento Cinque Stelle: “C’è ignoranza nella classe politica su certi temi. Oltre il 70% dei parlamentari di Grillo non ha mai fatto una dichiarazione dei redditi in vita sua. Non hanno mai fatto nulla di buono per sé o per gli altri”. Bocciata da Berlusconi anche la proposta dei pentastellati di introdurre un reddito di cittadinanza: “Indurrebbe tutti a non lavorare. Poi non si può fare perché costa 90 miliardi di euro”.

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