Le 100 bancarelle di Natale tra Duomo e piazza Gae Aulenti

Porchetta batte panettone per k.o.: questo il verdetto dei milanesi. A giudicare da una passeggiata tra le 77 bancarelle che circondano il Duomo in una mattinata di metà dicembre, panini e cibi rustici restano gettonatissimi anche a ridosso delle Feste, mentre arrancano le bancarelle che propongono dolci e piatti natalizi tradizionali.

È forse questo l’elemento più sorprendente del “Mercatino in Duomo”, organizzato dal Comune di Milano in collaborazione con PMI Group. Non propriamente rivoluzionarie le offerte degli stand, in linea del resto con i gusti dei visitatori. A riscuotere maggiore successo sono infatti le specialità culinarie tipiche di varie regioni italiane (Piemonte, Sicilia, Toscana, Trentino-Alto Adige e Lombardia), sempre identiche a se stesse su tutte le bancarelle d’Italia, e i libri, senz’altro agevolati dall’eterno ruolo di rifugio sicuro per chi non vuole o non può correre rischi nella scelta dei regali. In cima alle preferenze, in questo settore, due opzioni diametralmente opposte: grandi classici e volumi per bambini.

In controtendenza il successo del mini-chalet dedicato alle candele Weeking, profumatori per ambienti ricaricabili. Si tratta di un’idea sviluppata da due giovani colombiani quale tesi di laurea, diventata in seguito un’iniziativa imprenditoriale a tutti gli effetti, sbarcata in Italia poco meno di un anno fa dalla Spagna.

Il mercatino è nobilitato da una finalità benefica: oltre 300.000 euro saranno infatti donati alla Veneranda Fabbrica del Duomo per il restauro e la conservazione della Cattedrale.

Chi programma di girare per bancarelle in cerca di regali e mira a proposte originali farebbe bene a puntare invece sul “Natale Aulentissimo” di piazza Gae Aulenti, patrocinato dalla Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa. Sono infatti i suoi 35 stand ad offrire gli spunti più inaspettati, anche se al tasso di esotismo non sempre corrisponde quello qualitativo.

Un esempio è “L’arte di riciclare”, dove Stefania mette in mostra oggetti provenienti da diverse aree del Messico: Guadalajara, Guerrero, Oaxaca e Morelos. Si tratta di prodotti creati artigianalmente da cooperative di giovani e da piccole realtà famigliari, tra i quali piccole sculture realizzate con materiale di recupero (candele di auto, viti, bulloni e pezzi di lamiera), terracotte decorate, placche di latta lavorate a mano. Dal Guatemala arrivano invece manufatti in legno, importati dalla zona del Lago Atitlan.

Pochi passi e dal Centro-America ci si sposta nel cuore dell’Africa, con piatti decorati, statue, cesti intrecciati e altri prodotti realizzati completamente a mano provenienti da Burkina Faso, Costa d’Avorio, Senegal, Congo e Madagascar. Un giro del mondo possibile con qualche fermata di metro, per vivere l’atmosfera delle feste fra tradizione e uno sguardo su culture lontane dalla nostra.

 

Francesco Nasato

Matteo Novarini

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