Legge elettorale, Alfano attacca: “È incostituzionale”. Renzi: “Nessuna fretta di andare al voto”

Intanto alla Camera, in un'aula deserta, è iniziata la discussione sul testo di riforma

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Nel giorno in cui il testo della nuova legge elettorale è approdata alla Camera continua la tensione tra i due ex alleati di governo Angelino Alfano e Matteo Renzi. Il ministro degli Esteri ha definito il testo in fase di discussione in Parlamento “un ‘Inciucellum’, che ha palesi ragioni di incostituzionalità”. Preannunciando poi la presentazione in Aula, da parte di Alternativa Popolare di “una questione pregiudiziale di costituzionalità” sulla legge. Tra i punti più discutibili, spiega Alfano, c’è il criterio con cui sono stati disegnati i collegi uninominali.

Curioso come nel corso della prima giornata dedicata alla discussione degli emendamenti presentati al testo della nuova legge elettorale, frutto dell’accordo tra le principali forze politiche (Pd, M5s, Forza Italia e Lega Nord) nell’aula della Camera fossero presenti solo una trentina di deputati sui 630 totali. L’obiettivo è arrivare all’approvazione definitiva del testo alla Camera entro fine settimana, poi la discussione si sposterà al Senato.

Sull’attualità politica è intervenuto da Milano, dove ha partecipato all’assemblea di Sistema Moda Italia, il segretario del Pd Matteo Renzi allontanando, almeno a parole, le urne: “Nessuno ha fretta di andare ad elezioni, quello di cui c’è fretta è abbassare le tasse e bisogna continuare in questo progetto”. Proiettandosi poi già sulla nuova legge di bilancio, da approvare entro il prossimo autunno: “Evitiamo di tornare indietro e cerchiamo di fare una legge di bilancio che abbia la stessa forza di quella del 2016″. Anche perché alcuni effetti e misure (es. Industria 4.0) approvati dal suo governo debbono ancora dispiegarsi e “produrre i loro effetti sul Pil”. Renzi si mostra fiducioso sul futuro dell’economia italiana, anche se non bisogna accontentarsi e continuare a lavorare: “Credo che il secondo trimestre andrà meglio del primo, ma la sostanza dei fatti è che non è sufficiente, non basta”.

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