Libia, Ong spagnola denuncia: 240 morti in un naufragio

La Guardia Costiera smentisce. La preoccupazione dell'Unhcr

guardia costiera

La denuncia arriva da Laura Lanuza, portavoce di Proactiva Open Arms, ong spagnola che assiste i rifugiati: ci sarebbero almeno 240 morti in seguito a un doppio naufragio avvenuto davanti alle coste libiche, a nord di Sabrata. La stessa ong ha annunciato che una delle sue navi, la “Golfo Azzurro”, che opera nel tratto di mare tra Libia e Italia, ha recuperato cinque cadaveri. Un altro cadavere è stato recuperato dalla Juventa, un’altra ong che collabora alle operazioni di salvataggio nella zona. Il bilancio però potrebbe essere ben più grave.

Ma c’è un giallo. Seconda Laura Lanuza la Guardia Costiera italiana ha comunicato di aver ricevuto una richiesta di aiuto da un’imbarcazione in difficoltà, che per l’ong è la terza dopo le due colate a picco. Ma fonti interne alla Guardia Costiera smentiscono questa versione: c’è stata sì la conferma di essere stati avvisati del recupero dei cinque corpi in mare, ma al momento non sono stati raccolti elementi, né sono arrivate chiamate di soccorso, che possano far pensare a un grande naufragio, come quello denunciato da Proactiva Open Arms.

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), sul proprio profilo Twitter, ha espresso la sua preoccupazione per quanto accaduto: “Profondamente allarmati per la notizia di altri due naufragi al largo della Libia, da gennaio 587 morti, escluso quest’ultimo l’incidente”.

Nel frattempo un tribunale di Tripoli ha bloccato il memorandum d’intesa sul controllo dei migranti, firmato lo scorso febbraio tra il governo italiano e il premier libico Fayez al-Sarraj. Il governo Gentiloni nonostante questo stop ha annunciato, attraverso le parole del ministro dell’Interno Marco Minniti, di aver posto la fiducia sul nuovo decreto legge sui migranti, attraverso un maxi emendamento. Fiducia che sarà votata martedì prossimo in Senato.

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