Lombardia, Giorgio Gori allontana la sua candidatura alle Regionali 2018

Il sindaco di Bergamo invita alla prudenza i suoi sostenitori anche se "Maroni non è invincibile"

giorgio gori

Il giorno dopo l’esito del primo turno delle elezioni amministrative, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, possibile candidato del centrosinistra contro Roberto Maroni alle prossime elezioni regionali non condivide l’allarme lanciato dal sindaco di Milano Beppe Sala sulle prospettive ormai più difficili di una vittoria del centrosinistra. “Che la partita in Lombardia sia complicata per il centrosinistra lo sappiamo più o meno da 25 anni , tant’è che abbiamo sempre perso – spiega Gori – I risultati di questo week end, però, non mi fanno cambiare idea.  Rispetto alla possibilità che il centrosinistra, se sarà bravo a mobilitare tutte le energie che sono presenti nei territori, con uno schieramento più largo possibile e rafforzando il rapporto con i corpi intermedi, possa giocarsela in modo competitivo”.

In ogni caso, Gori sottolinea di non considerare affatto invincibile Maroni. “Non lo credo affatto. Anzi. Credo ci siano segnali molto chiari del poco che ha fatto la Regione  in questi anni e del tanto di più che avrebbe potuto fare per sostenere la crescita della Lombardia. C’è un margine di miglioramento che il centrosonistra si propone di rappresentare ai cittadini lombardi per conquistarne la fiducia“. Il sindaco di Bergamo a MIlano per la presentazione della mostra “I maestri del paesaggio” giunta alla settima edizione in programma a Bergamo dal 7 al 24 settembre chiarisce la sua posizione anche a chi in questo momento vede contrapposti il “modello Milano” che ha portato alla vittoria Beppe Sala e il “modello Lombardia” di Maroni.

Continuo a pensare  –  ha concluso  Gori – che quello che abbiamo fatto a Milano, Bergamo e in altre città e ci ha portato a vincere e a governare bene e in modo stabile, sia un modello per tutta la Regione. Non siamo mai andati a chiudere il Pd su se stesso né mai abbiamo impedito un dialogo con le forze alla nostra sinistra. Abbiamo fatto le primarie per costruire coalizioni larghe e compatte, esaltando il ruolo del civismo. Così è come vedo la partita in Lombardia. Dobbiamo radicarci sul nostro elettorato storico, ma avere capacità di sfondamento e di attrazione anche per l’elettorato moderato“.

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