Luigi Celeste, storia di rinascita e riscatto dietro le sbarre

"Non sarà sempre così" è lʼautobiografia dello skinhead che uccise il padre violento e che è diventato un super - esperto di sicurezza informatica

di Chiara Beria, Laura Gioia, Federica Liparoti e Daniele Zinni

“Non sarà sempre così”, Luigi Celeste se lo promette nel momento più difficile della sua vicenda processuale e umana. È il primo luglio 2009 e viene condannato a nove anni di carcere per l’omicidio del padre. “Non sarà sempre così” è anche il titolo della sua autobiografia, scritta a quattro mani con Sara Loffredi ed edita da Piemme, in cui ripercorre le tappe della sua vita, a partire dall’infanzia trascorsa nella periferia di Milano, tra emarginazione e violenza. Il padre entra ed esce dal carcere e, quando è a casa, massacra di botte la moglie davanti agli occhi dei figli. Da adolescente, Luigi trova il calore della famiglia che non ha in un gruppo di skinhead.

“Si chiamavano fratelli – ricorda – il senso di appartenenza, la comunità, i riti mi affascinavano”. Con loro finisce più volte nei guai per risse. A casa, intanto, le violenze continuano e all’ennesima aggressione del padre, Luigi lo uccide. “Quella sera minacciava mia madre e mio fratello con un coltello. Presi la mia Beretta 7,65 e gli riversai addosso l’intero caricatore”. Per Celeste si aprono così le porte del carcere. San Vittore, Opera, e poi Bollate, ed è proprio qui che inizia la sua rinascita.

Si tratta di un istituto penitenziario modello, dove da anni vengono attivati numerosi progetti di recupero e riabilitazione. Tra cui la scuola di informatica fondata e sponsorizzata dalla multinazionale Cisco Systems e gestita da Lorenzo Lento, un volontario che dal 2002 insegna gratuitamente ai detenuti. Luigi è tenace e determinato, inizia a frequentare i corsi dove può finalmente coltivare la passione per l’informatica, che finora non ha mai potuto esprimere. Diventa il primo detenuto in Italia a ottenere la certificazione Cisco CCNA, una fra le più riconosciute a livello internazionale nell’ambito delle reti. Proseguendo con gli studi ottiene la certificazione CCNA Security.

Su cinquanta scuole Cisco no-profit realizzate negli istituti di pena di tutto il mondo, Luigi è il primo carcerato a raggiungere questo obiettivo. Intanto, il 26 febbraio 2016 finisce di scontare la sua pena e torna a essere un uomo libero. Si dedica al suo lavoro, diventa libero professionista nel settore delle reti informatiche. Nonostante il suo passato difficile, molte persone credono in lui: tra loro ci sono Francesco Benvenuto, responsabile delle relazioni internazionali di Cisco Systems, e Luca Lepore, manager del Cisco Networking Academy Program, il programma di formazione professionale della multinazionale. È grazie a loro che Luigi Celeste trova il primo cliente importante, la società K-Flex, che si occupa di isolamento termico e acustico, dove gestisce la sicurezza della rete della sede centrale e di tutte le sue consociate sparse per il mondo.

Oggi è un tecnico informatico specializzato in sicurezza ed è molto ricercato dalle aziende. “Il mio lavoro mi consente di viaggiare, cosa che mi piace tantissimo e mi fa sentire libero, in poco più di un anno sono stato in Cina, India, Lussemburgo, Spagna e Germania. Il mio sogno più grande? Diventare padre”.

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