Migranti, Gentiloni: “Chi promette miracoli illude”

A Roma riunione gruppo contatto UE-Nord Africa alla presenza del premier libico al Serraj

gentiloni serraj

Il fenomeno dei flussi migratori dall’Africa all’Europa “non si esaurirà d’incanto dall’oggi al domani. Chi promette miracoli rischia di confondere la nostra opinione pubblica”. Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni alla riunione del gruppo di contatto Europa-Nord Africa. L’incontro, al quale hanno partecipato i ministri dell’Interno di Italia, Germania, Francia, Austria, Malta, Slovenia, Svizzera, Libia e Tunisia, si è concluso con la firma di una dichiarazione d’intenti, nella quale si chiede di investire nello sviluppo economico dei Paesi di origine dei flussi migratori e mobilitare ulteriori risorse. Presente anche il premier libico Fayez al Serraj, che è stato ricevuto prima a Palazzo Chigi. “Si tratta di fare un lavoro di lungo periodo – ha spiegato Gentiloni – ma nel frattempo di ottenere dei risultati per rendere i flussi gestibili e ridurne l’entità”. Per il premier la condivisione tra Europa e Nord Africa è cruciale. L’ex ministro degli esteri ha, poi, aggiunto: “Bisogna proseguire sulla strada degli impegni che l’Ue sviluppa con alcuni Paesi principalmente coinvolti, basti pensare alle ripetute missioni in Niger, in termini di cooperazione, sicurezza e lotta contro i trafficanti che è anche cooperazione umanitaria”. Gentiloni ha poi sollecitato l’Europa: “Bisogna lavorare sulle cause dell’immigrazione ed essere più incisivi nella lotta contro i trafficanti”. Questo significa che “anche l’Europa deve farsi carico dell’impegno sia nell’accoglienza dei rifugiati sia nei rimpatri”.

Analogo il pensiero del ministro dell’Interno Marco Minniti, secondo cui per gestire il fenomeno dell’immigrazione irregolare dal Nord Africa “serve un forte impegno di solidarietà” ma bisogna allo stesso tempo pensare “a investimenti molto significativi”. Alla riunione era presente anche il commissario europeo per le Migrazioni Dimitris Avramopoulos, il quale ha precisato che, dei 200 milioni complessivi finora impegnati dalla Ue, 12,2 saranno impiegati per la formazione e le attività della Guardia costiera libica e 90 per le strutture sul territorio, compresi i campi di accoglienza.

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