Milano, arrestati due dipendenti e un funzionario del Comune per appalti truccati

I tre si sarebbero intascati una tangente da 100mila euro più un orologio d'oro da 11mila. Sala: "Sono sospesi"

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Guai in vista per tre dipendenti del comune di Milano: un funzionario, Massimiliano Ascione, e due dirigenti, Armando Lotumolo e Stanislao Virgilio Innocenti stati arrestati dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza nell’ambito di un’inchiesta su alcuni casi di presunta corruzione. L’obiettivo dei tre era pilotare “l’aggiudicazione di alcune gare di appalto” bandite dall’amministrazione comunale “a favore del Consorzio Milanese Scarl e delle imprese sue associate”. Nel mirino delle Fiamme Gialle anche due casi di presunta concussione.

I tre risultavano già indagati nel 2015, nell’inchiesta del Pm Luca Poniz che aveva portato ai primi quattro arresti. Era venuto a galla allora il giro di mazzette per aggiudicarsi i lavori nelle scuole cittadine e nelle case popolari dell’Aler. Oggi i tre sono finiti in carcere. 100mila euro, più un orologio da 11 mila euro: questo il “prezzo” della tangente pagata da un imprenditore per ottenere la manutenzione di una scuola, corrisponde al 5% del valore dell’appalto. A far luce sulla vicenda era stato l’imprenditore Marco Volpi, titolare della “Professione Edilizia Srl” e rappresentante del Consorzio Milanese Scarl, arrestato nella prima tranche dell’inchiesta, che aveva messo a verbale di aver pagato ad Ascione la tangente per lavori di ristrutturazione nella scuola, portando anche parte dei soldi in contanti negli uffici del Comune di via Pirelli, notizia poi confermata anche da alcuni collaboratori e soci dell’imprenditore.

“Sono fatti che si rifanno ad anni fa – ha commentato il sindaco di Milano Giuseppe Sala – i dirigenti erano stati spostati in uffici in cui non avevano più nessun contatto con l’esterno e non si occupavano di gare. A questo punto con la notizia di stamattina, sono stati sospesi”. L’inchiesta, però, non potrebbe esaurirsi qui. E Sala lo sa. “La vigilanza non è mai sufficiente – dice a chi gli ricorda le parole di Pisapia che, con la prima tornata di arresti, parlò di quattro mele marce – perché da quanto capiamo ci sono altri coinvolti. Certamente il Comune si farà poi parte attiva per tutelare la sua immagine e i suoi diritti rispetto a questi dipendenti, qualora fossero condannati”.

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