Milano: La stazione cambia, la BarBoonBand resiste

Per molti decenni la stazione Centrale è stata luogo di rifugio e d’incontro per i senzatetto durante le lunghe notti di vagabondaggio, ma dal 2011 non sarà più così. Dopo l’apertura della libreria Feltrinelli più grande d’Italia e di altri 60 negozi infatti, il comune ha deciso per la prossima primavera la costruzione di una cancellata che, dall’una alle quattro di notte, chiuderà l’accesso allo scalo.
“La Milano per bene se ne frega dei senzatetto, li considera veri e propri invisibili, per questo la decisione del comune non ha fatto scandalo”. Così la pensa Maurizio Rotaris, 56 anni, responsabile del servizio ‘SOS Stazione’ della fondazione Exodus di Don Mazzi, realizzato in collaborazione con FS per offrire ai senzatetto aiuti che vanno dalla prima accoglienza a più ambiziosi progetti riabilitativi.

Uno di questi progetti è la BAR BOON BAND, un gruppo di volontari e clochard fondato da Rotaris, che da 15 anni si esibisce a Milano in canzoni e poesie con l’obiettivo di sensibilizzare la gente comune ai problemi dei senzatetto. “In tutti questi anni mi sono reso conto che la beneficenza per i senza dimora non va di moda a Milano, se mi fossi occupato di americani obesi o di eschimesi infreddoliti sono certo che avrei avuto più successo” ironizza Maurizio, il viso segnato da un passato turbolento speso tra droga, ideologia e carcere. La BBB, però, qualche successo l’ha pur ottenuto negli anni. E’ stata ospitata negli studi di Canale5, Rete4 e Rai e nel 2005 si è addirittura esibita sul palco di Gigi D’Alessio durante il concerto di Natale in Duomo. L’esperienza del gruppo nasce nel ‘95 da un’idea di Maurizio e di un suo amico chitarrista, Diego Raiteri, che, dopo il successo di una serata organizzata per i senzatetto, informano la stampa di aver fondato un ‘club esclusivo per barboni’. “Se credi in un mondo manageriale e superabbronzato stai a casa” è lo slogan.

ll progetto BBB prosegue così tra spettacoli in stazione e feste nelle associazioni, consolidandosi attorno ad alcuni componenti “fissi” che nei primi anni del 2000 producono 3 cd che narrano la strada, la droga, i sentimenti e le speranze della vita dei ‘barba’. I profondi occhi azzurri di Maurizio si illuminano quando parla dei risultati ottenuti dal progetto, “avevamo visto che la possibilità di comunicare di sé, di ribaltare il ruolo di invisibile in quello di protagonista era molto gratificante per loro”. “Costruire una canzone è la ricerca di un’armonia e in una vita squilibrata come quella di un senzatetto può essere molto importante”.
Ed è proprio la vita squilibrata dei componenti del gruppo che crea le maggiori difficoltà a Maurizio: “Dovevo portare in giro per locali o palchi importanti un gruppo di persone del tutto inaffidabile a causa dell’instabilità delle loro vite. Qualcuno non si presentava perché era malato, aveva trovato un lavoretto o magari era morto. Quelli che venivano invece erano ubriachi. Al concerto in Duomo ho dovuto chiuderne tre in camerino per impedirgli di continuare a bere, in Rai abbiamo litigato con la sicurezza”
A causa di queste difficoltà, nel 2007, Rotaris decide l’inserimento nella band di persone ‘comuni’ come la sua compagna Elisa, la cantante, per dare una struttura più stabile al gruppo, valorizzare l’esperienza musicale e portare avanti il messaggio di denuncia. La band oggi prova i suoi brani nella sala musica in cui Maurizio mi accoglie, una stanza vuota con scatoloni pieni di coperte contro le pareti e, nell’angolo, una batteria donata da un benefattore e una chitarra . “Per fare rock ci vogliono 4 cose: cinque corde, tre accordi, due dita e uno stronzo che suona ” direbbe Keith Richards, idolo di Maurizio.
“Il mio obiettivo è far sentire la voce degli invisibili e trasformare la nostra sala di musica in un luogo di cultura e di incontro che sia la rappresentazione dell’altra Milano” dice Rotaris. A cominciare dal prossimo 24 dicembre, quando la band si esibirà nel concerto della vigilia nel centro ‘SOS’ di via Tonale alle 16; ingresso gratuito ovviamente, purchè si arrivi con qualche coperta o sacco a pelo.

Marco Mugnaioli

SOS Stazione Centrale, Sottopasso via Tonale 20125 Milano Tel.0266984543

Per gli eventi in programma, i cd, il film e il libro della BBB: www.retecivica.milano.it/stazionecentrale

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One Response to Milano: La stazione cambia, la BarBoonBand resiste

  1. martina tardivo says:

    complimenti per il nome della band..veramente originale e significativo..ci vediamo in centrale con una camionata di sacchi a pelo della quechua..cmq bell’articolo..mugnaioli avrai un grande futuro come giornalista per i clochard..besos xxx