Mr Slow Food Italia: “Ecco il mio Expo”

Tra i membri di Cascina Triulza, Padiglione della Società Civile all’interno di Expo 2015, il grande assente è Slow Food. Ma nonostante le critiche del patron Carlo Petrini sulla “mancanza di anima” della kermesse, l’Organizzazione non ha disdegnato l’evento optando per una partecipazione in un contesto più ampio di quello assegnato al Padiglione del terzo settore. Per rispondere alle nostre domande in proposito, abbiamo sentito Gaetano Pascale, Presidente di Slow Food Italia che ci ha raccontato il suo Expo. Dalla crociata per la biodiversità, fino alla ferma opposizione ai modelli di nutrizione veicolati dalle multinazionali dei fast food. “Nel mondo ci sono 900 milioni di persone che soffrono la fame, benché si produca cibo sufficiente a soddisfarne 12 miliardi. – ha detto Pascale –  E in tutto il Pianeta siamo 7 miliardi. Questo dimostra che non è un problema di quantità, ma di distribuzione. Il modello di agricoltura familiare -o di piccoli produttori- occupa oggi poco più del 12% delle terre coltivabili, eppure producono generi alimentari sufficienti per la metà della popolazione mondiale. Quello è il modello vincente, dal nostro punto di vista.” Si è anche espresso con durezza contro gli sprechi alimentari: “Ci auguriamo che non ci siano. Noi, nei nostri spazi, non sprecheremo una briciola. Speriamo non lo facciano gli altri.  In quest’ottica, se lei mi chiedesse se sono favorevole o contrario ad Expo, io potrei quasi dire che sono contrario. Ma il fatto di essere contrari, non vuol dire essere assenti.”

Lo spazio affidato da Expo a Slow Food è la Collina della Biodiversità, qui, nei sei mesi di eventi, verranno promosse iniziative culturali di varia natura, workshop sull’alimentazione accompagnate da degustazioni di tipiche eccellenze italiane. Manca poco più di un mese all’inizio dell’Esposizione Universale. Milano e non solo aspetta che le luci si accendano. E i riflettori saranno puntati anche sul guru del food.

Francesca Del Vecchio

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