Nazionalsocialisti a Varese: viaggio nella Comunità Militante dei Dodici Raggi

La più numerosa formazione neonazista dʼItalia raccontata - per la prima volta - tra concerti in memoria di Hitler, revisionismo storico ed esoterismo

di Laura Gioia, Federica Liparoti e Daniele Zinni

Essere nazionalsocialisti nel terzo millennio. Succede a Caidate, frazione di Sumirago, in provincia di Varese. Qui si trova la sede della Comunità Militante dei Dodici Raggi, gruppo radicale di estrema destra fondato nel 2012, che per la prima volta ha accettato di raccontarsi davanti alle telecamere. Il loro nome è un riferimento al sole nero, simbolo del castello di Wewelsburg in Germania, sede operativa delle SS. L’associazione, che è ispirata a una struttura militare e conta 170 persone tra frequentatori occasionali e soci effettivi, è guidata da Alessandro Limido, 37 anni, e da Maurizio Moro, 44, fondatore di Varese Skinhead.

Per dare un po’ di contesto, i Do.Ra sono vicini al MAB, Manipolo d’Avanguardia Bergamo, autore di volantini di minaccia al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, contro l’obbligatorietà dei vaccini. Nella sede di Caidate, i Do.Ra si riuniscono, praticano arti marziali, parlano di politica, presentano libri che si rifanno a una storiografia alternativa e revisionista. Non solo. Qui si organizzano eventi e grigliate per la raccolta fondi di Skins4skins, rete europea di mutuo aiuto per i “camerati” in carcere.

Dall’inizio dell’anno, sul gruppo, sono state presentate due interrogazioni parlamentari. Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, ha dichiarato che alcuni militanti sono indagati per episodi di intolleranza razziale. Ma a chi chiedeva lo scioglimento della comunità, Minniti ha ricordato che la legge lo consente solo nel caso in cui venga accertata la riorganizzazione del partito fascista.

A suscitare polemiche è il concerto di Do.Ra e Varese Skinhead, che si tiene ogni anno il 20 aprile, data di nascita di Adolf Hitler e della fondazione del gruppo: all’ultima edizione hanno partecipato oltre 400 teste rasate da tutta Europa.

Tra le attività sul territorio c’è anche la commemorazione dei caduti nazifascisti durante la II guerra mondiale. Sul monte San Martino, provincia di Varese, la Resistenza ricorda i 43 partigiani caduti nella prima battaglia di Liberazione. I Do.Ra, invece, commemorano le truppe nazifasciste. Nel 71esimo anniversario della battaglia lo hanno fatto piantando 200 rune funerarie di legno, le stesse che venivano utilizzate sulle tombe dei soldati tedeschi non-cristiani durante la II guerra mondiale.

Sul futuro, il gruppo ha le idee chiare: “Noi seguiamo il percorso che in Italia, per non parlare di Hitler, il fascismo, ha tracciato per noi”, spiega Alessandro Limido. “L’unico modo per dare riscatto alla patria è impugnando le armi, su questo non c’è nessun tipo di alternativa. La Comunità Militante dei Dodici Raggi non è pronta a impugnare le armi, tantomeno lo sono i partiti di estrema destra e gli italiani in questo momento. Ma la resistenza ideale è fondamentale per mantenere viva l’idea”.

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