Parlamento delegittimato, Venezuela nel caos

Lo dice la sentenza della Corte suprema vicina a Maduro

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Una decisione che provocherà una grave crisi in un Paese già in emergenza. La Corte suprema venezuelana ha infatti tolto ogni potere al Parlamento, esautorandolo da ogni attività legislativa.

Una mossa che di fatto attribuisce pieno potere sullo Stato al presidente Nicolás Maduro, ma va contro al parere del popolo. Nelle elezioni del 2015 infatti, la Mesa de la Unidad Democratica (Mud), la grande alleanza che riunisce le opposizioni, aveva sconfitto il partito di Maduro ottenendo 112 seggi sui 167 disponibili.

“Questo è un colpo di Stato”. Ha sintetizzato Julio Borges, presidente del Parlamento, mentre strappava i fogli su cui era scritta la sentenza dell’Alta corte di Caracas.

Ora il Venezuela è nel più completo smarrimento. I giudici costituzionali sono stati nominati da Maduro subito dopo le elezioni e sono tra i suoi fedelissimi. Finora infatti si sono sempre espressi a favore del presidente e del suo partito Psuv, fondato da Hugo Chávez .

“Una sentenza storica – ha affermato il presidente – che mira a difendere la pace e a respingere qualsiasi aggressione.”

Maduro sembra rifiutarsi di lasciare il potere, nonostante la maggioranza del popolo sostenga l’opposizione. La crisi economica, il crollo del prezzo del greggio e la corruzione dilagante hanno fatto diventare il Venezuela lo Stato con il tasso d’inflazione più alto del mondo.  Cittadini in coda davanti ai supermercati, farmacie chiuse, interi quartieri al buio per ore sono scene che si verificano sempre più di frequente.

“Ma il nostro popolo non si arrende – commenta Freddy Guevara, vicepresidente del Parlamento – Per svegliarci dal letargo dobbiamo coinvolgere tutta la popolazione. La dittatura non otterrà mai l’obbedienza”. (c.t.)

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