Ragazzo morto in gita a Expo, i genitori accusano sei compagni

L'avvocato dei genitori sostiene che Domenico venne tenuto fuori dalla finestra prima di precipitare dall'hotel

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Per la Procura di Milano la morte di Domenico Maurantonio, nella notte tra il 9 e il 10 maggio di due anni fa, quando lo studente padovano di 19 anni precipitò dalla finestra di un hotel di Bruzzano mentre con i suoi compagni di liceo era in gita a Expo, è stato solo un tragico incidente. Ma i genitori del ragazzo non si arrendono e hanno deciso di passare  al contrattacco.

Nella istanza di opposizione presentata contro la richiesta di archiviazione firmata lo scorso gennaio dai pm Alberto Nobili e Giancarla Serafini, e discussa mercoledì 22 marzo a porte chiuse davanti al gip Paolo Guidi, hanno accusato sei compagni di classe di Domenico.

Nell’ipotesi del legale dei genitori quella notte Maurantonio era nel corridoio con altri compagni di classe. Sarebbe stato sollevato, forse per gioco,  e tenuto a testa in giù fuori dalla finestra per la gambe da alcuni ragazzi e sarebbe poi precipitato. Tanto che nella ricostruzione del legale si punta su un’impronta di una mano trovata all’esterno del davanzale che indicherebbe “l’estremo tentativo di Domenico di aggrapparsi”. Per gli inquirenti, invece, quell’impronta è compatibile con la caduta accidentale, una sorta di “frenata” con un mano nella ricerca di un appiglio dopo il malore.

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