Riforma fiscale Usa: le linee guida

Flat tax sulle imprese e tre sole fasce di reddito. Ma sorgono dubbi sulla sostenibilità finanziaria

trump fisco

“Oggi è un giorno memorabile. Il presidente Trump ha finalmente dato il via alla maggiore riforma fiscale dal 1986, nonché al più grande taglio delle tasse mai fatto nella storia americana”. Con queste parole Gary Cohn, presidente del National Economic Council, conferma le anticipazioni date ieri dal segretario del Tesoro Usa, Steven Mnuchin, sulla riforma economica promossa – e promessa – dalla nuova amministrazione. Nuovi dettagli riguarderebbero, oltre all’aliquota unica sulle imprese al 15%, le tasse sugli individui singoli: da sette scaglioni di reddito si passa a tre, con imposte al 10%, 25% e 35%, mentre le coppie con reddito fino a 24mila dollari – anziché 12.600 – non dovranno versare niente all’erario federale.

Nel mirino della riforma, lo smaltimento di deduzioni fiscali pari a 1000 miliardi in 10 anni in più per l’Irs (il Fisco Usa), lasciando in vigore solo quelle legate al mutuo per la casa, le donazioni in beneficienza e risparmi pensionistici. A essere soppresse saranno anche la tassa di successione, la minimum tax per i ricchi e la tassazione sugli immobili, al fine di incentivare la proprietà della casa.

Ma il disegno legge di Trump, che deve ancora essere sottoposto al Congresso, non avrà vita facile. Le maggiori polemiche – che arrivano anche dall’ala repubblicana  -, riguarderebbero soprattutto la questione della sostenibilità finanziaria, con un conseguente aggravamento del debito. E mentre i parlamentari cercano soluzioni sulle coperture di bilancio, gli esperti del centro studi Tax Foundation di Washington dimostrano che la riduzione delle tasse sulle imprese, da sola, scaverebbe un buco di 2000 miliardi di dollari nelle entrate fiscali.

L.G.

CondividiShare on Facebook0Tweet about this on Twitter0Share on Google+0

Comments are closed.