Rock’n’Roll e arte in Triennale Bovisa – video

ART+electricity=rock’n’roll

It’s not ontly rock’n’roll, baby! Arte e musica. Cantanti e pittori, fotografi e performers. Un viaggio attraverso il rock’n’roll di Patti Smith, The Kills, Pete Doherty, ma anche di cantanti più riflessivi come Devendra Banhart, Bianca Casadey delle CocoRosie Antony –di Antony and the Johnsons e Herman Dune. E anche Alan Vega, Chicks on Speed, Fischerspooner, Kyle Field e infine l’italiano Andy (sotto l’intervista nel suo studio di Monza).

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La mostra è un continuum con l’edizione del 2008 a Bruxelles. Stesso curatore, Jérôme Sans, ma riadattata agli spazi della Triennale Bovisa. Fil rouge la passione per l’arte figurativa di cantanti di fama internazionale che, prima di diventare famosi con la loro musica, avevano già impugnato pennelli, macchine fotografiche e colori.

Ognuno degli artisti si esprime e affronta l’arte in maniera diversa e personale, ma tutti dimostrano con i loro lavori, come arte e musica raccontino lo stesso pensiero: forme espressive diverse, ma strettamente legate tra di loro.

Ne sono un esempio i lavori di Bianca Casadey che, nell’intervista rilasciata a Audrey Mascina, afferma che sia la sua musica, che i suoi art work sono “segnati da un’atmosfera infantile che viaggia attraverso il magico, la mitologia e il sesso, per spingersi lentamente verso la libertà spirituale”.
Come lei, anche i The Kills creano da sempre le immagini per le copertine dei loro album e realizzano i loro video musicali, perché credono che nessuno possa rappresentarli meglio di se stessi. E sul loro sito c’è una sezione “arte” che è per lo più il frutto dei loro viaggi durante le loro tournee, una sorta di diario di ciò che hanno visto nei luoghi visitati.
Patti Smith invece, prima di darsi all’arte e alla musica, aveva deciso che avrebbe insegnato arte. Disegna da quando è bambina e ammette di sentirsi più artista che rock star: entrambe, musica e arte, servono per esprimere pensieri, ma quando serve raggiungere il maggiore numero possibile di persone con un’idea, allora è necessario passare attraverso il rock e la musica.

It’s not only rock’n’roll, baby! In Triennal Bovisa fino al 26 settembre.

Intervista a Andy

Andrea Fumagalli, in arte Andy, è tastierista e sassofonista di successo (disco d’oro coi Bluvertigo nel 1997 e vincitori del European Music Award di MTV nel 1998). La sua curiosità e il suo eclettismo lo portano parallelamente a occuparsi anche di arte e pittura, con l’inaugurazione del progetto Flu-On, cui è stata dedicata una sala all’interno dell’esposizione “It’s not only rock’n’roll, baby” (alla Triennale Bovisa fino al 26 settembre 2010), una rassegna che esplora il rapporto tra musica e arti visive.

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Ma come nasce questo progetto? Il Flu-On è un capannone industriale di circa 240 metri quadri all’interno della zona industriale di Monza, e adibito ad attività artistiche. Al suo interno c’è uno studio di registrazione, una sala pittura molto grande e anche una cucina: una sorta di casa-studio che ben rappresenta la varietà e la mescolanza degli interessi artistici di Andy, capaci di spaziare dalla musica anni Ottanta al pattinaggio artistico.
Un progetto non dimentico delle origini e della giovinezza dell’artista: Flu significa sia “fluo” che “influenza”, mentre On richiama il concetto di “accensione”, quindi si può tradurre come “accensione dell’influenza” e allo stesso tempo “accensione dei colori fluorescenti”, che è un po’ la prerogativa dei quadri e delle opere esposte. Un’idea artistica che parte dalle icone del mondo della pop-music trasformandole in opere di pop-art.
Così, in un’intervista che somiglia ad una chiacchierata informale il padrone di casa Andy racconta dunque dei suoi miti musicali del passato e del grande fermento culturale che anima il presente, della difficoltà di affermarsi in un mondo sempre più veloce e competitivo ma anche delle infinite possibilità che i nuovi modi di viaggiare e le nuove tecnologie offrono oggi più che mai.

Marco Cosenza

Emilio Mariotti

Carolina Saporiti

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