Russia: il dissidente blogger Navalny condannato per “manifestazione non autorizzata”

Dall’Europa all’America condannati gli arresti

dissidenti

Aleksey Navalny, 40 anni, avvocato, blogger e attivista russo, dovrà pagare una multa di circa 20.000 rubli, pari a 320 euro, in seguito alla sentenza del tribunale di Mosca per  le proteste scoppiate nella giornata di ieri nelle principali città della Russia. Accusato di “aver organizzato una manifestazione non autorizzata, creando ostacoli al traffico e violando l’ordine pubblico”, rischia, per il suo avvocato rischia fino a 15 giorni di arresto amministrativo.
Navalny, infatti,  tramite il suo blog, avere incoraggiato la popolazione a scendere in piazza per protestare contro la corruzione dilagante in Russia.  Nonostante le manifestazioni siano state del tutto pacifiche, le forze dell’ordine hanno eseguito centinaia di arresti, circa 600 nella sola Mosca.

Nel suo ultimo video inchiesta il blogger, che si è già candidato per le presidenziali 2018, ha accusato il capo del governo Dmitry Medvedev di aver comprato in modo illecito ville e barche, in patria  e all’estero, per oltre un miliardo di dollari.

Dopo tanti anni, questa è stata la protesta più grande nel Paese. Risale al 2012 infatti l’ultima manifestazione di piazza quando centinaia di persone protestarono contro presunti brogli  sul voto alla Duma.
Oltre a Mosca i russi sono scesi a manifestare a San Pietroburgo, Ekaterinburg, Novisibirsk, Tomsk, Khabarovsk  e Vladivostok, a riprova di quanto il problema della corruzione sia sentito da tutti i cittadini.
Washinton e Bruxelles hanno fortemente condannato gli arresti sostenendo che “fermare dei manifestanti pacifici è un affronto ai valori democratici fondamentali”. Nessuna risposta dal Cremlino che sostiene, tramite il suo portavoce  “che le manifestazioni non erano autorizzate e  che le forze dell’ordine hanno agito di conseguenza”.

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