Russia: nuove condanne dopo le proteste

In carcere altri attivisti collaboratori di Navalny

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La corte di giustizia di Mosca si è pronunciata con estrema severità nei confronti dei manifestanti che, domenica 26 marzo, sono scesi in piazza per protestare contro la corruzione dilagante in Russia.

Il tribunale Tverskoi ha così condannato a 25 giorni di carcere l’attivista Nikolai Liaskin e a 10 giorni Leonid Volkov, aiutante di Navalny. Sette giorni di carcere amministrativo invece per i membri del Fondo anticorruzione dell’avvocato anti-Putin: Konstanti Shirokov, Vladislav Mosin, Vladimir Busin, Oksana Baulina e Ekaterina Kenareva .

Durante gli scontri –ha spiegato la testata web RbK – “La polizia ha fatto irruzione nell’ufficio della Fondazione perquisendolo da cima a fondo, sequestrando varie apparecchiature e arrestando tutti i presenti tra cui Ekaterina Melnikova, collaboratrice dell’Ong.  Memorial, e la studentessa Anna Revonenk”.
Tutte condanne minori rispetto a quella inflitta ieri al leader dell’opposizione che, oltre a una multa di 20 mila rubli corrispondenti a circa 330 euro, passerà 15 giorni in carcere.

Ma intanto continuano le critiche dall’America e dall’Europa per il comportamento di Putin nei confronti dei manifestanti.  Il rappresentante per la politica estera dell’Unione Europea, Federica Mogherini aveva chiesto  “di rilasciare senza indugio i manifestanti che stavano esprimendo  in modo pacifico il loro dissenso” e pesanti critiche erano arrivate  anche dal ministro degli Esteri Alfano, che si trovava a Mosca, proprio in quelle ore, per una visita istituzionale.
Di “Affronto ai valori centrali della democrazia” ha invece parlato il portavoce del dipartimento di Stato americano. Nonostante le accuse però le autorità russe sono state ancora una volta inflessibili accusando  il fatto che “dei minorenni hanno partecipato ai cortei dietro la promessa di ricompense finanziarie”.

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