Salento: scontri tra militanti anti-gasdotto e polizia

Protesta contro l'espianto di 200 ulivi, carica delle forze dell'ordine

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A Melendugno, in provincia di Lecce, la polizia ha forzato il sit-in di circa 300 manifestanti di fronte al cantiere del Trans-Adriatic Pipeline (Tap), il gasdotto che importerà in Italia gas naturale dalla Grecia, attraverso Albania e mare Adriatico. Intorno alle 13 di martedì, le forze dell’ordine in tenuta antisommossa hanno caricato e allontanato gli attivisti No Tap, che presidiavano i cancelli sin dall’alba. In volo sulla zona è intervenuto anche un elicottero.

Nella protesta erano coinvolti anche sindaci della zona, consiglieri regionali, e un gruppo di circa 50 studenti delle scuole superiori, accompagnati dai docenti; l’obiettivo era impedire l’espianto di 211 ulivi che dovranno fare spazio al microtunnel del metanodotto.

Durante le cariche, due attivisti sono rimasti feriti. Ippazio Luceri, in sciopero della fame da quattro giorni contro il Tap, ha avuto un malore ed è stato soccorso dal 118. A seguito degli scontri, l’operazione di eradicazione è stata sospesa.

Il Consiglio di Stato aveva dato ieri il via libera ai lavori, respingendo i ricorsi proposti dalla Regione Puglia e dal Consiglio comunale di Melendugno. Gli amministratori ritenevano che andasse riconsiderato l’impatto ambientale del Tap.

Degli 878 km complessivi di metanodotto Tap, sono 8 quelli che attraversano il suolo pugliese. Porterà 10 miliardi di metri cubi di gas naturale ogni anno, dai giacimenti sul Mar Caspio fino alle coste del nostro Paese.

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