Standard and Poor’s e Fitch non manipolarono il mercato

Le due agenzie di rating assolte dalla procura di Trani

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“Una sentenza che conferma in modo inequivocabile come in questi anni la società sia stata oggetto di illazioni fantasiose”. Con queste parole Standard and Poor’s commenta la decisione del tribunale di Trani, che la assolve totalmente dall’accusa di manipolazione del mercato per aver pubblicato, tra il maggio 2011 e il gennaio 2012, alcuni report considerati fuorvianti dal pubblico ministero Michele Ruggiero.

La procura aveva chiesto, oltre ad una sanzione di 4,6 milioni,  la condanna a 2 anni di carcere per Deven Sharma, allora presidente mondiale di S&P; 3 anni ciascuno per Yann Le Pallec, responsabile europeo, e per gli analisti del debito sovrano Eileen Zhang, Franklin Crawford Gill e Moritz Kraemer, e a 9 mesi per David Riley di Fitch.

Ma l’assoluzione per S&P e Fitch è stata piena: il fatto non costituisce reato e non c’è stato alcun dolo nel declassamento del rating dell’Italia di due gradini da A a BBB+ il 13 gennaio 2012.

Sconfitte le associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori, che avevano denunciato le agenzie di rating ritenendole in parte responsabili della crisi del debito sovrano attraverso una serie di revisioni al ribasso del rating italiano.

“Vedremo le motivazioni per decidere se impugnare o no la sentenze – ha detto Ruggiero dopo la lettura.- È stata una battaglia difficile, ma abbiamo fatto come sempre la nostra parte anche se c’è amarezza per il risultato. Ma c’è, contemporaneamente la convinzione di aver detto e fatto con orgoglio tutto il necessario”

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