Terrorismo, la tv irachena annuncia la morte di Al Baghdadi

Secondo l'emittente, che cita un comunicato ufficiale dell'Isis, lo Stato islamico avrebbe già scelto il nuovo Califfo. Il Pentagono frena: "Non ci sono prove"

 

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C’è ancora incertezza sulla sorte di Abu Bakr Al Baghdadi, il “califfo” dell’autoproclamato Stato islamico in Iraq e Siria. Secondo la televisione irachena Al Sumariya, che cita fonti interne all’Isis, il terrorista sarebbe morto nella provincia di Deyr al Zor, nella Siria orientale. La stessa emittente riferisce, sempre citando un comunicato ufficiale, che l’organizzazione terroristica ha già scelto la nuova guida suprema della Jihad.

Lo Stato Islamico – direbbe l’informatore – precisa che “il nome del nuovo leader sarà presto annunciato, e fa appello ai seguaci perché continuino sulla via del Jihad e si tengano al riparo da crisi interne”. Sempre secondo questa fonte, “la morte presunta di Baghdadi ha provocato un ‘colpo di Stato’ interno, con le rivalità per occupare le più alte cariche nella struttura del gruppo terrorista che hanno portato anche a scontri armati, e la proclamazione del coprifuoco in tutto il distretto”.

Una prima conferma della morte del dirigente islamista è giunta dall’Osservatorio siriano per i diritti umani: l’organizzazione, con sede a Londra, ha riferito di avere appreso la notizia da non meglio precisati “dirigenti” del gruppo terroristico. Più cauta, invece, la posizione del Pentagono, che per il momento non conferma il decesso del califfo. La notizia segue di poche settimane il comunicato del governo russo, che il mese scorso ha annunciato la “probabile” morte di Al Baghdadi. Secondo il Cremlino, il leader sarebbe stato ucciso il 28 maggio nel corso di un raid aereo a Raqqa.

Al Baghdadi è il terrorista più ricercato del Pianeta. Sulla sua testa pende una taglia da milioni di dollari è, già in passato, è stata annunciata la sua morte o il suo ferimento. Tutte indiscrezioni poi risultate false. L’annuncio di oggi, se confermato, segnerebbe un successo per la coalizione anti Isis. Dopo la liberazione di Mosul – la città irachena dove lo stesso Al Baghadi proclamò, nel 2014, la ricostituzione del Califfato – si attende la caduta di Raqqa, la roccaforte dell’Isis in Siria. La città è attualmente assediata dalle Forze Democratiche Siriane (Fds), un’alleanza militare curdo – araba supportata dagli Stati Uniti. (C.B.)

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