Una libreria per gli “Offesi” in Corso Garibaldi

Dillo pure che sei offeso, dalle donne che non ridono, dagli uomini che non piangono, dai bambini che non giocano, dai vecchi che non insegnano, se hai qualcosa da dire dillo adesso, non aspettare che ci sia un momento, più conveniente per parlare…”. Così cantano Niccolò Fabi e Fiorella Mannoia, rievocando il tema degli offesi, che Elio Vittorini tratta nella sua opera “Conversazione in Sicilia”. A Milano, in corso Garibaldi (civico 50), ai margini del quartiere degli artisti per antonomasia, Brera, un luogo dove si può essere offesi, dove le donne possono ridere, gli uomini commuoversi, i bambini giocare e i vecchi insegnare esiste davvero, totalmente diverso da ciò che di moderno e lussuoso il quartiere suggerisce oggi. E’ la “Libreria del Mondo Offeso”, in onore di una citazione che richiama la suddetta “Conversazione” di Vittorini, il quale diceva che “Il mondo è grande e bello, ma è anche tanto offeso”. L’insegna è già un messaggio, oltre al nome, l’immagine dell’uomo sulla spiaggia della copertina di “Tristano Muore”, di Antonio Tabucchi.

Una libreria specializzata in narrativa italiana e straniera del ‘900 e contemporanea, in cui Vittorini e Tabucchi sono gli autori preferiti dalla proprietaria, Laura Ligresti (nella foto), 38 anni, una vita dedicata al management teatrale (ha studiato anche alla Goldsmith University di Londra), prima di diventare libraia. Un progetto culturale e politico, “perché politica e cultura vanno di pari passo”, ci dice Laura, che è passata da dipendente della libreria “Gli Archivi del ‘900”, al Parco Solari, a proprietaria del suo “Mondo Offeso”, quasi per caso, trovando su una bancarella il libro di Vittorini che – sostiene – “ha risvegliato qualcosa in me, mi ha indicato la strada”, ed aggiunge: “Ho avvertito l’esigenza di esprimermi e confrontarmi con gli altri in un luogo dove ci si possa tranquillamente sedere e leggere senza dover per forza pagare un prezzo. Con entusiasmo, ho notato che la mia esigenza è la stessa dei clienti”. Come darle torto, entri e l’atmosfera è stimolante: alle pareti tanto teatro, tanto cinema, con l’Alberto Sordi di “Un americano a Roma” ed il Totò di “Miseria e Nobiltà”. Il poster di Che Guevara è un chiaro segnale politico, ma Laura non intende fare proseliti, accoglie tutti con il medesimo garbo… ed un buon caffè. Al centro del locale un tavolo di legno scuro dove tutti possono sedersi e chiacchierare con lei, con l’amica-collega Daniela, con gli altri clienti o, semplicemente, leggere un libro preso dagli scaffali o un giornale. Tanti, tanti libri, tutto ciò che non trovi nelle grandi catene editoriali, ma la chicca è la “porta-lavagna” che si trova sulla parete sinistra del locale: “La porta è uno specchio umorale, cambia a seconda di come ci si sente, chiediamo consigli su titoli a chi entra – spiega Laura – ognuno può dire la sua, scrivere un pensiero. A volte siamo noi che consigliamo testi da leggere”.

Amici, dunque, prima che acquirenti nel “Mondo Offeso”. La libreria organizza anche eventi culturali, riunioni di case editrici indipendenti, recite di poesia, concerti, spettacoli e dibattiti. Uno spazio per tutte le età, una mini-ludoteca con giochi e libri per bambini consente alle madri di portare ogni giorno i figli, stimolandoli alla lettura e alla cultura: “Non è tutto bunga bunga – sorride amara Laura – la speranza è coltivare la cultura e lo spirito critico e manifestare la libertà di pensiero”. Non è, però, tutto rose e fiori: “C’è un gruppo di abitanti, li chiamo gli storici del Garibaldi – racconta la libraia – che mantiene vivo lo spirito del quartiere di un tempo e ridimensiona lo sfarzo che c’è oggi. Ci hanno messo quasi un anno per fidarsi di me, ma oggi c’è un ottimo rapporto. C’è anche chi, invece, proprio non ci tollera e mi è capitato di ricevere delle minacce su volantini affissi alla porta. C’è, poi, chi entra, guarda ed esce con la faccia schifata. Io sono sempre disponibile con tutti, perché è lo spirito di confronto ad animare questa libreria”. Se, infine, i più cinici si chiedono se quest’attività dia il pane, Laura risponde: “Dopo due anni il riscontro è positivo, le scelte sono state azzeccate, riesco a pagarmi le spese del locale ed in questo momento di crisi è già tanto, per il resto c’è l’aiuto fondamentale di mio marito e dei miei genitori”.

Paolo Leopardi (nella foto), 72 anni, catanese, un nome un destino, ex-insegnante di decorazione pittorica in vari istituti d’arte italiani, è stato uno dei primi clienti della “Libreria del Mondo Offeso”, un testimone più che attendibile della vita brulicante di questo luogo di libero pensiero.
Perché frequenta questa libreria?
Sono stato tra i primi clienti, vengo spesso qui, ora un po’ meno per i capricci della salute. Io sono un amante della cultura e dell’arte in ogni sua forma, vado ovunque c’è una forma d’arte, sono un vecchietto curioso e ciò che mi è subito piaciuto di questa libreria è l’accoglienza, la cordialità di chi ci lavora dentro, la possibilità di sedersi e chiacchierare con la proprietaria, leggersi un giornale, parlare di poesia, di politica, di letteratura.
Cosa legge e che idea si è fatto, nel corso degli anni, dell’industria del libro?
Sono sempre stato un amante della poesia, ma adesso preferisco i saggi, anche se oggi si pubblica troppo e si legge poco. La statistica dice che in Italia solo il 10% legge abitualmente, la colpa è del giornalismo legato all’editoria di massa, che ha fagocitato tutto. Prima il giornalista doveva avere una base culturale molto forte e c’era un concetto diverso di pubblicità. I libri erano privilegio di pochi e nei caffè c’era fermento e dibattito sulle pubblicazioni degli scrittori. I tempi ora sono cambiati, ma qualcosa rimane, questa libreria ne è l’esempio.

Roberto Tortora

Per info:

Libreria del Mondo Offeso, Corso Garibaldi n.50, 20121 Milano. Tel: 02 36520797, 347 2529821, Fax: 02 36521821, E-mail: libreriadelmondooffeso@fastwebnet.it


CondividiShare on Facebook0Tweet about this on Twitter0Share on Google+0

Comments are closed.