Violenza sessuale, ecco alcune regole
di comportamento per prevenirla

Parla l’esperto Roberto Bonomelli, fondatore del metodo
di antiaggressione femminile “Difesa donna”

 

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di Angela Briguglio

Non solo difesa fisica ma anche prevenzione e difesa verbale. Questo il programma proposto da “Difesa Donna”, non un semplice corso di arti marziali ma un metodo di antiaggressione, fondato dal maestro Roberto Bonomelli. Un mondo che merita di essere conosciuto più da vicino. Il momento è opportuno, visti anche gli ultimi episodi legati al tema della violenza sessuale, come l’annuncio dell’arresto di un medico incensurato di 44 anni, che a Parco Lambro a Milano, avrebbe palpeggiato almeno 7 donne, e la richiesta a gran voce delle 100 vigilesse di Milanoiscritte al Sindacato unitario lavoratori polizia municipale, di essere dotate dello spray urticante al peperoncino.

“Un consiglio che mi sento di dare a gran voce – ha detto Bonomelli a commento del caso di Parco Lambro – è che la presenza di più donne costituisce un impedimento per il possibile aggressore. Ci  sono, infatti, una serie di segnali che il predatore valuta prima di agire. In una situazione di potenziale rischio, la potenziale vittima deve avere tutti i sensi disponibili e utilizzabili. Sarebbe opportuno, poi, non utilizzare l’ipod per essere vigili al 100%. La visione periferica è necessaria. La regola numero uno per la prevenzione è la consapevolezza di ciò che ci circonda e saper descrivere la situazione che si ha intorno. Per esempio, una persona che si avvicina con la mano in tasca può essere un pericolo. Noi insegniamo a valutare questi segnali”.

Parte fondamentale del lavoro durante le lezioni è dedicata all’utilizzo della difesa verbale e gestuale. “In una situazione a rischio se un uomo cerca di avvicinarsi, muovendo il palmo della mano verso di lui per fermarlo, gli si lancia il chiaro segnale di non avvicinarsi. A questo si può aggiungere una frase ancora più esplicativa come ‘stia indietro’”.

Se l’aggressore si avvicina a distanza di un braccio, si passa alla difesa fisica con braccia e gambe o con l’uso dello spray al peperoncino. “Si tratta di uno strumento difensivo non letale, legale, che sarebbe vietato per legge ai minori di 16 anni. Non può essere utilizzarlo per scherzare o se non c’è un concreto pericolo ma solo dopo aver cercato di fermare l’aggressore tramite la difesa verbale. In una situazione delicata come trovarsi soli in un parcheggio, la donna deve tenere lo spray al peperoncino in mano, nascosto dietro la gamba, con la sicura tolta e col pollice pronto a premere”.

Contrariamente a quanto ci si può aspettare, la maggioranza di chi si iscrive a “Difesa donna” lo fa prima di aver subito qualsiasi tipo di violenza. “Non stiamo formando un soldato Jane, frequentano settantenni come ragazze molto giovani. La donna, di qualsiasi età, impara a sviluppare una mentalità difensiva che porterà sempre con sé”.

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